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24.08.2022

«PRODURRE NON CONVIENE», INCUBO CASSA INTEGRAZIONE

La crisi delle imprese a causa del costo dell’energia. Gli ordini non mancano ma il margine è azzerato. C’è lo spettro della cassa integrazione per migliaia di lavoratori delle aziende energivore, dall’acciaio alla carta. Paradossi di questa congiuntura 2022. Gli ordini ci sono, ma costa troppo produrre. Si sono dovuti affrontare costi dell’energia dagli 80 euro a megawattora di inizio anno ai 240 euro di fine aprile, sino ai picchi attuali di 550 euro. Il fermo non è così lontano ...e il dramma è per i dipendenti diretti, ma a cascata per tanti altri settori: se parliamo di una acciaieria, per esempio, potrebbe conseguirne il blocco di un settore come l’edilizia, se parliamo di una cartiera, ne risentirebbe tutto il settore dell’imballaggio per arrivare fino al libro di scuola. Per non parlare del paradosso di mettere in cassa integrazione lavoratori di aziende floride. In Veneto, solo la filiera della carta, impiega 27mila addetti, in aziende leader a livello nazionale. Costi che sono per la gran parte frutto di speculazioni, basta guardare l’andamento in borsa dei titoli delle aziende energetiche. Si chiede un tetto al prezzo del gas, si chiede di finanziare i rincari con extra gettito dell’Iva. Confindustria chiede un piano di razionamento, subito, dell’energia, partendo dalle famiglie e dagli uffici pubblici

Servizi 24 Agosto 2022

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