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19.07.2022

IL LAVORO CHE CAMBIA E DIVENTA “IBRIDO”

Nel 2030 in Veneto mancheranno 150mila lavoratori tra i 30 e i 64 anni. Tra il 2002 e il 2022 le fascie di età tra i 15 e i 44 anni e quella tra i 45 e 64 anni in Italia si sono eguagliate a differenza del resto del modo è l’analisi dei dati dell’agenzia regionale Veneto Lavoro. Un quadro che oggi costringe politica e mondo sindacale ad una riflessione su quello che sarà il mondo del lavoro in futuro.
.../>Mercato del lavoro che in Veneto nel primo semestre dell’anno è tornato ai livelli occupazionali pre pandemia del 2019 con un saldo occupazionale positivo per di oltre 77mila posti di lavoro dipendente, con un incremento delle assunzioni del 30% rispetto al 2021. Ma se nella prima parte dell’anno c’è stato un consistente recupero a giugno si assiste ad un rallentamento con un calo della domanda di lavoro del 3% rispetto all’anno scorso. 115 mila quest’anno i lavoratori disoccupati, 56mila quelli nei primi sei mesi dell’anno in maggioranza donne eppure mancano lavoratori, un 38% nel manifatturiero e un 30% nella ristorazione
In un contesto lavorativo sempre più fluido si inserisce anche la fuga dal posto di lavoro, 25mila le dimissioni volontarie rispetto al 2021
Il futuro del lavoro dopo il Covid dunque parla di riorganizzazione e vira verso una modalità “ibrida” incerto tra una maggiore produttività e il miglior benessere. Sul tavolo della concertazione quindi il riuscire a coniugare il lavoro da remoto con quello in presenza, il concetto di settimana corta che stanno sperimentando altri paesi, colmare il gap digitale, più formazione per una redifinizione delle competenze ma anche maggior benessere prevenendo stress e riduzione delle perdite di tempo, lo sviluppo dell’atteggiamento positivo e la creatività del lavoratore

Servizi 19 Luglio 2022

01/10/2022 TG Veneto News 2a Edizione

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