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29.11.2023

VERONA. I GENITORI DI FILIPPO TURETTA RINUNCIANO A INCONTRARE IL FIGLIO

Papà Nicola e mamma Elisabetta hanno rinunciato ad incontrare il figlio Filippo. I genitori del 22enne reo confesso dell’omicidio di Giulia Cecchettin erano attesi alla casa circondariale di Montorio a Verona. Il via libera del pubblico ministero all’incontro con Filippo era arrivato dopo l’interrogatorio di garanzia. Una rinuncia la loro che sarebbe stata motivata con la necessità di ricorrere ad un aiuto psicologico sia per il figlio che per i genitori. A vedere Filippo in questi giorni oltre al suo ...legale Giovanni Caruso anche il cappellano del carcere che lancia un appello.
PADRE PAOLO CRIVELLI
Cappellano carcere di Montorio
(da 00.18 l’appello è far scendere…a…00.32 suo corso)
Molti i punti che gli inquirenti devono chiarire dalle modalità dell’aggressione alla fuga del giovane. Già alcuni elementi li potrà dare l’autopsia sul corpo di Giulia Cecchettin prevista venerdì prossimo primo 1° dicembre e particolarmente attesa dal legale della famiglia della ragazza. Bisognerà poi capire se nei prossimi giorni la difesa di Turetta si renderà disponibile per un interrogatorio del giovane davanti ai pm. Filippo che già nelle dichiarazioni spontanee rese al Gip martedì oltre ad ammettere l’uccisione di Giulia si è detto “affranto” e pronto a “pagare” per le sue responsabilità al contempo la linea difensiva punterebbe da un lato ad escludere la premeditazione e dall’altro a verificare eventuali vizi di mente del giovane. In questa fase del procedimento peraltro sembra di difficile ottenimento una perizia psichiatrica per accertare un’eventuale incapacità, anche parziale, di intendere e volere al momento dei fatti.
Agli atti non ci sarebbero diagnosi pregresse di problemi mentali e le stesse prime valutazioni psichiatriche in carcere, rendono difficile che tale richiesta possa essere al momento accolta. Ciò non toglie che possa essere avanzata in fase processuale a seguito di consulenze di parte affidate ad esperti anche attraverso incontri con il giovane. “Sto cercando di ricostruire nella mia memoria le emozioni e quello che è scattato in me quella sera” avrebbe detto Filippo. Se nel processo fosse riconosciuta un’incapacità totale il 21enne verrebbe assolto per la non imputabilità mentre un vizio parziale porterebbe ad uno sconto di pene. Esami e perizie eventuali nelle quali la famiglia Cecchettin, ha ribadito il suo legale, sarà sempre presente con suoi esperti.

Servizi 29 Novembre 2023

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