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24.11.2022

CASO MERLO. “MIKI POTEVA SALVARSI, NO ALL’ARCHIVIAZIONE”

«Se la malattia fosse stata diagnosticata in tempo, Michele Merlo avrebbe potuto salvarsi, in termini di elevata probabilità e credibilità razionale». Si chiude così, la nuova consulenza depositata in Procura a Vicenza assieme a una memoria dell’avvocato Marco Dal Ben, legale che assiste la famiglia del giovane cantante, stroncato da una leucemia fulminante il 6 giugno del 2021. L’estremo tentativo per scongiurare l’archiviazione dell’inchiesta: il medico legale Anna Aprile e l’ematologo Renato Zambello contestano le conclusioni degli specialisti, autori della ...perizia discussa due mesi fa in tribunale. Secondo i superconsulenti Antonio Cirnelli e Valter Bortolussi, non vi è certezza che una terapia tempestiva avrebbe evitato il decesso. Domenico Merlo, papà di Michele, invece ha sempre asserito il contrario.
Ad avvalorare la tesi, studi clinici che documentano una mortalità inferiore al 10 per cento, in casi simili a quelli di Michele Merlo. Bastano terapie adeguate e tempestive. Quelle che il 28enne non avrebbe avuto per la condotta del suo medico di base Pantaleo Vitaliano, definita dai periti «negligente e imprudente»: di fronte a quell’ematoma alla coscia sinistra, avrebbe dovuto inviare subito il paziente al pronto soccorso per un emocromo urgente. I familiari chiedono giustizia. Difficile, però, appunto, provare il nesso di causa tra l’errata valutazione medica e la morte del cantante: lo stretto crinale attraverso cui passa l’eventuale rinvio a giudizio del dottor Vitaliano per omicidio colposo.

Servizi 24 Novembre 2022

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