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19.11.2022

IL CASO. “SI È TENUTO IL RISARCIMENTO PER LA MORTE DEL COGNATO”

Ha incassato e tenuto un milione di euro di un risarcimento che era destinato a suo cognato, vittima di un incidente mortale sul lavoro. La vicenda riguarda il titolare dell’azienda dove l’operaio lavorava. La tragedia avvenne a Ramon di Loria nel marzo del 2018. Roberto Romanò, 54 anni, di Tezze sul Brenta, venne travolto e schiacciato da un sacco carico di sassi che stava trasportando. Un anno dopo la tragedia la compagnia assicuratrice versò un milione di euro sul conto ...di Dino Trentin, 62enne di Tezze sul Brenta, titolare della società “centro Veneziane”, cifra che doveva poi essere girata ai familiari del cognato. Due giorni dopo il maxi risarcimento, invece di trasferire la somma ai parenti della vittima, il titolare dell’azienda spostò sul proprio conto corrente e su quello della figlia l’intero importo. Un mese dopo i soldi vennero trasferiti con assegni e bonifici ad alcuni avvocati. Subito dopo Dino Trentin cancellò la ditta dal registro delle imprese senza neppure metterla in liquidazione e intestò alla figlia e al suo convivente alcuni immobili di valore. I familiari di Roberto Romanò, increduli per non aver ancora ricevuto il risarcimento per la morte del familiare, si rivolsero a Giesse, gruppo specializzato nel risarcimento di gravi incidenti sul lavoro. Venne sporta denuncia alla Guardia di Finanza che in breve tempo riuscì a ricostruire l’intero percorso del milione di euro. Lo scorso 15 ottobre a conclusione della causa civile il giudice ha condannato Dino Trentin al pagamento di 1.300.000 euro per aver causato il sinistro che ha comportato la morte del cognato. E proprio ieri il tribunale di Treviso ha condannato lo stesso Trentin alla pena di quattro mesi di reclusione per non aver messo a disposizione del lavoratore attrezzature idonee per evitare l’infortunio.

Servizi 19 Novembre 2022

01/02/2023 Bassano Notizie

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