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22.08.2022

SANITA’. DUE "SPINE" DI METALLO NEL CUORE, CHIEDE I DANNI

Vive con due pezzi di metallo conficcati nel cuore. Uno di otto centimetri vicino all’aorta, l’altro di 4 centimetri sopra l’atrio sinistro. La sua vita è cambiata dopo il presunto errore medico durante un’operazione di routine all’ospedale di Treviso. La donna ha 60 anni ed è di Cassola. Ora ha deciso di chiedere i danni, «incalcolabili», rivolgendosi a Studio 3A-Valore.
Alla donna, seguita dal reparto di Cardiologia dell’ospedale di Bassano nel 2018 viene impiantato un pacemaker. All’inizio del 2021 ...i medici decidono di sostituirlo per una possibile infezione della tasca del dispositivo. Il 23 febbraio 2021 viene ricoverata al Ca’ Foncello di Treviso presso il dipartimento Neuro Cardio Vascolare, un’eccellenza nel settore. Durante l’estrazione l’elettro catetere atriale si spezza e partono i due frammenti, nell’arteria polmonare sinistra. L’operazione viene interrotta a causa della complicazione per valutare meglio il caso. Ma la procedura di recupero è a rischio di ulteriori complicanze così i cardiochirurghi decidono di non procedere a ulteriori tentativi di estrazione. La paziente viene dimessa il giorno dopo e ritorna all’ospedale di Bassano per le medicazioni. Qui i medici decidono di monitorare il ritmo cardiaco e il 20 aprile le reimpiantano un altro pacemaker, ma i frammenti rimangono lì. Ora la donna da un anno e mezzo vive nell’angoscia continua che questi pezzi di metallo possano all’improvviso ledere l’arteria. Per questo deve evitare qualsiasi tipo di sforzo, non può svolgere attività fisica.
Immediata la precisazione del direttore dell’Unità Operativa di Cardiologia dell’ospedale di Treviso, Claudio Cernetti: «I due micro frammenti non hanno comportato alcuna alterazione clinico strumentale, in base ai dati in letteratura, che dimostrano che la presenza di micro-frammenti non ha alcun impatto clinico per la paziente. La stessa è stata quindi correttamente dimessa e riaffidata alla Cardiologia inviante di Bassano con il problema per cui ci era stata riferita risolto (rischio di infezione potenzialmente letale). A dimostrazione della correttezza della nostra scelta, la paziente è in ottime condizioni e non ha e non avrà a causa di questi due micro frammenti alcuna limitazione nella sua vita quotidiana nè a svolgere attività fisica».

Servizi 22 Agosto 2022

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